Perché a volte bisogna volersi bene, liberare la propria creatività e assecondare le proprie passioni.
Bright and brilliant.
Pro e contro del libero arbitrio?
E ti ritrovi di nuovo sul treno, a ripensare alla giornata che hai vissuto, ai sapori che hai gustato, alle risate che ti hanno scosso il corpo.
Una foto, uno sguardo a quei colori caldi e a quella bandiera che sventola malgrado il filo di vento.
Scoprire l’Italia pian piano, con timore e reverenza. Come quando si beve a piccoli sorsi dell’acqua fredda che potrebbe farci star male, così troppa bellezza tutta insieme potrebbe ferirci, perché siamo consapevoli che i nostri tesori naturali e architettonici non hanno il potere di impedire a questo Paese di andare in rovina.
Per un attimo, però, tutto è perfetto. Ogni angolo, ogni pezzetto di intonaco arancione che vien via dalle pareti è motivo di meraviglia.
E, dopotutto, forse anche i piccioni non ti fanno poi così ribrezzo.
Spazio Oberdan, Milano.
Mostra fotografica con circa 200 capolavori del grande Robert Doisneau, fotografo umanista francese vissuto in pieno ‘900. Un artista capace di andare in profondità, scavare con delicatezza nella vita della gente comune, trovarci umanità, gioia di vivere, dolore ed immortalarlo su di una pellicola in bianco e nero con una semplicità disarmante. Tout Simplement, proprio come il titolo del breve video su di lui proiettato al termine del percorso della mostra.
Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere.

Famoso per i suoi scatti ai “baci” appassionati, rubati e improvvisati tra viottole e stradine lastricate di una Parigi sempre poetica e sempre immortale, Doisneau si lascia scoprire in questo breve ma intenso percorso fotografico… e non delude le aspettative, anzi.
Un uomo in grado di immortalare le reazioni stupefatte dei passanti dinanzi a un quadro “osè”, l’attimo esatto in cui gli occhi di quella vecchietta in primo piano si incolleranno al dipinto, in un misto di stupore, imbarazzo e curiosità al tempo stesso.

Le meraviglie della vita quotidiana sono emozionanti. Nessun regista cinematografico sarebbe capace di comunicare l’inatteso che si incontra per le strade.
Un fotografo apprezzato anche ai suoi tempi, tanto da immortalare grandi nomi della moda internazionale: non ultima Coco Chanel, ritratta allo specchio con uno sguardo così grave, in grado di trasmettere dolore e tuttavia anche grande forza e determinazione.

Colpiscono poi i “montaggi”, grandi pannelli, quasi in 3D, che precedono di decenni i prodotti ottenibili col moderno Photoshop. “La Casa degli Inquilini” ne è un tipico esempio. Uno sguardo dal generale al particolare, che esprime tutta la curiosità per le vite degli altri e che la rappresenta con piccoli frammenti della quotidianità degli inquilini di un condominio francese.
Questa è solo una breve riflessione, piccoli pensieri autogeneratisi nel tempo di un battito di ciglia, tra l’osservazione di uno scatto e l’altro, e poi di nuovo in metro, al ritorno verso casa.
E quello che sento di dover dire a chi non ha visto la mostra, o a chi c’è stato ma forse proverà piacere nel ripensarci, è un’ultima citazione di Doisneau, che credo dovrebbe guidarci nel corso delle nostre vite e non abbandonarci mai:
Certi giorni basta il semplice fatto di esistere per essere felici. Ci si sente leggeri leggeri, ci si sente fatalmente ricchi che viene voglia di condividere con qualcuno una gioia troppo grande. Il ricordo di quei momenti è il mio bene più prezioso. Forse perché sono così rari. Un centesimo di secondo qui, un altro là, sommati insieme non saranno che due o tre secondi rubati all’eternità.

L’Undicesimo Comadamento: Non Procrastinare.